Indicizzazione Sito Web

Anche se molti sono convinti del contrario, non è necessario avere un sito di 100 pagine che parlano dello stesso argomento per essere posizionati ai primi posti nei motori.

Un sito può avere 100 pagine che trattano di argomenti anche molto diversi tra loro ed avere comunque varie pagine indicizzate per i termini di ricerca su cui le stesse sono state focalizzate.

Per indicizzare una pagina, o meglio, per aiutare i motori ad indicizzare bene una pagina è necessario saper scrivere.

Bisogna saper scrivere qualcosa di originale, non limitarsi a copiare ciò che hanno già fatto altri. E bisogna aver voglia di scrivere. Lo so che per i web designer ed i grafici è meno faticoso e molto più facile dilettarsi con le immagini, i video, i menu in javascript e gli effetti speciali.

Social Media Advertising: il futuro della pubblicità

Definizione di Social Media Advertising

Il Social Media Advertising nasce per incrementare la visibilità di un determinato brand sulla rete, concentrandosi in particolar modo sul mondo dei social network e delle community online.

L’utilizzo di questi canali non convenzionali rende l’immagine dell’azienda o del brand che si vuole sponsorizzare incredibilmente più vicina agli utenti della rete, che vengono trasformati così in potenziali clienti.

In questo modo la comunicazione diventa one-to-one, riuscendo a trasferire il messaggio promozionale direttamente dal brand al cliente, in maniera efficace e personalizzata.

Analisi di Mercato

Iniziare un nuovo progetto di business, o averne uno già avviato, senza aver fatto un’attenta analisi di mercato, può rivelarsi una di quelle mancanze che possono portare al fallimento un’attività.

Ne avevo già parlato nel precedente articolo dal titolo Quando una campagna Facebook ads non funziona, citando tra le cause proprio la mancanza di “domanda di mercato” non rilevata da un’opportuna analisi.

Al contrario, fare le opportune indagini non solo può confermare che la nostra idea imprenditoriale può funzionare e portare risultati, ma può anche diventare un metodo per avere nuove idee e avviare nuovi progetti potenzialmente profittevoli.

Ma cos’è esattamente un’analisi di mercato?

Possiamo dividere il marketing in 3 elementi:

  • ricerca
  • strategia
  • azione

L’analisi di mercato è la ricerca. Il suo scopo è scoprire i desideri e i bisogni del target di riferimento e la modalità per soddisfarli in modo migliore rispetto alla concorrenza, individuando eventuali problemi.

Occorre quindi indagare sull’esistenza di una domanda consapevole e/o latente; analizzare i Trends di mercato e studiare la concorrenza.
Vedremo quindi come iniziare a farlo, con strumenti basici e gratuiti presenti sul web.

Domanda Analisi di Mercato

La domanda di analisi di mercato, originata dai desideri e dai bisogni dei potenziali clienti, può essere di tipo consapevole oppure latente.

Domanda consapevole

Abbiamo una domanda consapevole quando gli utenti sanno bene ciò di cui hanno bisogno e lo desiderano. Anche se non hanno mai conosciuto il tuo brand, tu potresti rispondere alle loro esigenze.

Uno dei modi per iniziare a scoprire se esiste sul web una domanda consapevole è il Google Suggest, ossia i suggerimenti che appaiono quando inizi a digitare nella barra di ricerca.
Quei suggerimenti indicano ricerche precedentemente effettuate da altri utenti, e le stesse vengono riportate in basso alla home page di Google dopo aver effettuato una qualsiasi ricerca.

Partendo da parole chiave che possano identificare i tuoi prodotti e servizi, possiamo scoprire se esistono già ricerche per quella parola e perciò una minima domanda consapevole, oltre che ricerche correlate che possono tornare utili.

Per quantificare anche i volumi di queste ricerche, si deve utilizzare lo strumento di pianificazione delle parole chiave di Google ads.
Questo, se sei un’inserzionista, ti fornisce l’esatto numero di ricerche mensili per ogni parola chiave, all’interno di una determinata zona geografica.

Google Suggest ti indica solo che ci sono delle ricerche, ma non ti dice quante. Mentre lo strumento di Google ads ti rivela il numero esatto e questo è molto importante perché c’è una bella differenza, ad esempio, tra 10.000 e 100.000 ricerche mensili e questo può influire notevolmente sulle decisioni strategiche.

Inoltre ti fornisce un numero molto elevato di idee su parole chiavi correlate.

Domanda latente analisi di mercato

La domanda latente è costituita da coloro che pur non essendo esplicitamente interessati ai tuoi prodotti, si dimostrano interessati ad una certa tematica e nicchia di mercato e costituiscono il target per la Lead generation.

Stimolando questo tipo di pubblico è possibile trasformare la domanda latente in domanda consapevole e quindi passare dai contenuti informativi al Lead e alla vendita finale.

Il posto perfetto per intercettare questo tipo di domanda è quello dei social network, come Facebook e LinkedIn. Queste piattaforme sono dodate di strumenti di profilazione che permettono di raggiungere gli utenti che dimostrano di appartenere a determinate nicchie di interesse, e che stanno quindi esprimendo una domanda latente.

Un altro strumento molto utile e gratuito da utilizzare per indagare la domanda è UberSuggest.

Trends di analisi di mercato

Un altro tipo di analisi che può essere importante svolgere, se si vuole avviare un nuovo business o decidere sugli investimenti di un’attività già in corso, è quella sui trends.

Il web offre uno strumento molto prezioso e al tempo stesso gratuito e facile da usare: Google Trends.
Inserendo una parola chiave, questo tool illustra l’andamento della domanda in un determinato periodo di tempo.
Si può così scoprire se la domanda è stata costante, o se è in una fase di impennata oppure discendente.

Vien da sé, quindi, che potrebbe essere particolarmente appetibile investire su un prodotto o un settore che in questo momento storico sta crescendo nella sua domanda; viceversa può rappresentare un rischio maggiore il puntare su un business che sta riscontrando sempre meno interesse nelle persone.

Google Trends, per ogni segmento temporale, assegna un punteggio che va da 0 a 100 che sta ad indicare la frequenza di ricerca. Si può regolare la fascia temporale su cui analizzare i dati e anche la zona geografica.

Vediamo subito 3 esempi.

Barber Shop

Come si può notare dal grafico, quello del Barber Shop è un trend che dal 2014 ad oggi è salito fino a raggiungere il livello massimo.

Questo Trend fa riferimento ad una storia vissuta in prima persona, perché nel 2014 lavoravo in un’azienda che un giorno decise di investire in questa nuova nicchia.
In quel preciso istante il punteggio che questo settore aveva su Google Trends era di 9, solo leggermente in salita rispetto al 3 o 5 che si registrava fino all’anno precedente.

Investire in questo ambito fu una splendida intuizione, infatti, come potete notare dal grafico, l’interesse verso i Barber Shop è salito vertiginosamente arrivando a toccare il suo punto massimo a fine 2017, e attirando nuovi player interessati a questa evoluzione.

È convenuto investire su una nicchia che è cresciuta così tanto nel tempo? La risposta è stata decisamente affermativa.

Circo

In questo caso ho preso come esempio quello del Circo perché ha una particolarità. Non ha un andamento costantemente crescente o decrescente nel tempo, ma brevi picchi verso l’alto che puntualmente riscendono.

Passando il puntatore del mouse su questi picchi, si può notare che sono sempre relativi ad un determinato periodo dell’anno: dicembre e gennaio. In altre parole, la gente cerca il circo nel periodo di Natale, mentre durante il resto dell’anno è molto meno interessata all’argomento.

Se avessimo un business che ha a che vedere con questo ambito, sapremmo qual è il periodo dell’anno in cui la domanda sale vertiginosamente e su cui concentrare gli sforzi per vendere il nostro servizio.

Cristino Ronaldo

Anche quello di Cristiano Ronaldo è un esempio particolare, perché vediamo un’unica impennata che raggiunge il massimo nel mese di Luglio del 2018, quello del suo trasferimento alla Juventus.

In Italia i tifosi sono letteralmente impazziti e hanno cercato informazioni sul suo conto. Google Trends non mente e mostra una fotografia perfetta di quello che è avvenuto. E a livello di business, rilevare prontamente l’improvviso interesse verso qualcosa, può essere importante.

A me personalmente, nonostante non sia un tifoso della suddetta squadra, sono arrivate sponsorizzazioni che mi proponevano oggetti con il marchio CR7, e non mi è difficile pensare che in quella fase sia stato molto facile vendere magliette e gadget di Cristiano Ronaldo.

Su questo esempio Google Trends conferma anche una piccola curiosità: esiste un “luogo comune” secondo il quale i tifosi della Juventus si concentrano in modo particolare in Calabria. Dal grafico che mostra la suddivisione per regioni del Trend, si può notare come l’unica regione in cui la frequenza di questa ricerca raggiunge il livello di 100 è proprio la Calabria.

Conoscere le caratteristiche di un mercato, ad ogni modo, è molto più di questo. Ci sono strumenti molto più avanzati e statistiche che possono fornirci informazioni molto più ampie e specifiche.

Competitors

Un altro aspetto fondamentale dell’analisi di mercato è conoscere i competitors già presenti sul mercato. Ignorarli sarebbe un grosso errore, perché la nostra strategia ne deve assolutamente tenere conto sotto diversi aspetti.

Anzitutto la presenza dei competitors, specie di lungo periodo, dovrebbe in parte rasserenarci, perché vuol dire che esiste un mercato e che funziona.

Inoltre su di essi va effettuato uno studio per comprendere quali sono i loro punti di forza e di debolezza, i prezzi che attuano, i servizi offerti e le strategie di differenziazione tra loro. È fondamentale, insomma, conoscere tutto questo per studiare una strategia di inserimento nel mercato.

Come individuare e studiare i concorrenti? Sul web ci viene molto bene incontro sia Google che Facebook.

Quanto a Google, è sufficiente cercare i nomi dei nostri prodotti e servizi. Ci appariranno sia annunci a pagamento che risultati organici relativi ad essi. Possiamo esaminare i loro annunci, i loro siti web, i loro contenuti e le strategie di differenziazione. È molto importante anche cercare di capire chi sta ottenendo più risultati e perché.

Una volta che abbiamo raccolto un discreto numero di competitors, possiamo cercarli su Facebook e, grazie alle informazioni sulle inserzioni presenti nelle pagine Facebook, possiamo spiare anche le loro inserzioni.

Inoltre, se vogliamo scoprire se ci è sfuggito qualcuno e se vogliamo osservare anche le interazioni e i commenti degli utenti alle inserzioni della concorrenza, possiamo creare un nuovo account Facebook, dargli un’impostazione in linea con l’utente in target per quegli annunci, e osservare la pubblicità che si riceve.

Questo può essere un metodo per spiare la concorrenza in modo ancora più approfondito: fingere di essere un loro potenziale cliente, guardare il loro materiale riservato, iscriversi al loro eventuale gruppo Facebook, etc.

Conclusioni

Abbiamo visto così quanto è importante fare un’analisi di mercato che ci consenta di scrutare la domanda, i trends e di studiare la concorrenza.

I metodi e gli strumenti mostrati qui sono la base per cominciare in modo semplice a dare una direzione alla propria strategia di web marketing partendo dai dati e seguendo un metodo corretto per porre le giuste basi nell’avvio e nel proseguimento del proprio business.

Per indicizzare un sito al 1 posto c’è un ottima ricerca di mercato.

Analisi di Mercato

Ma cos’è esattamente un’analisi di mercato?

Possiamo dividere il marketing in 3 elementi:

  • ricerca
  • strategia
  • azione

L’analisi di mercato è la ricerca. Il suo scopo è scoprire i desideri e i bisogni del target di riferimento e la modalità per soddisfarli in modo migliore rispetto alla concorrenza, individuando eventuali problemi.

Occorre quindi indagare sull’esistenza di una domanda consapevole e/o latente; analizzare i Trends di mercato e studiare la concorrenza.
Vedremo quindi come iniziare a farlo, con strumenti basici e gratuiti presenti sul web.

Google seo – come funziona

Anche se è fondamentale avere pagine ottimizzate su Google seo, raramente ciò è sufficiente per ottenere i risultati desiderati. L’ottimizzazione off-page (al di fuori delle nostre pagine), riguarda essenzialmente la gestione dei link su altri siti che puntano al nostro.

Negli anni 90′, i due fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, basarono il loro successo sulla convinzione che le pagine citate con un maggior numero di link fossero le più importanti e meritevoli. Questa fu la vera grande innovazione di Google, che cambiò per sempre il mercato della ricerca su internet. Agli occhi di Google, un collegamento a una pagina è essenzialmente un “voto” per il suo contenuto, esprime in altre parola la volontà, da parte del webmaster o proprietario di un sito, di citare una risorsa importante e degna di essere visitata dagli utenti.

La logica conseguenza di questa premessa è che uno dei principali fattori che incide sulla classifica di Google è il numero di link che puntano verso un sito.  Tuttavia, l’importanza di un sito non è interamente calcolata sulla quantità di link ricevuti. Google considera infatti anche l’importanza della pagina di provenienza del link. Un link da una pagina di un sito autorevole vale di più di uno da un sito di scarsa qualità. E’ quindi teoricamente possibile essere posizionati meglio di un concorrente con un minor numero di link, se questi sono di qualità sufficientemente alta.

Per calcolare l’importanza di una pagina, e di conseguenza la qualità di un link, Google ha ideato una formula che si chiama PageRank, un “voto” da 0 a 10 che assegna ad ogni pagina web in base al numero di link verso quella pagina. La formula del PageRank, per anni rimasta segreta, è stata poi divulgata da Google. Di seguito riporto una versione semplificata della formula:

formula del pagerank

Versione semplificata della formula del PageRank

Dove:

  • PR (u) è il valore di PageRank della pagina u che vogliamo calcolare.
  • PR (v) è il valore di PageRank di ogni pagina che collega la pagina u.
  • N (v) è il numero complessivo di link contenuti nella pagina dove sta il link.
  • d (damping factor) è un fattore stabilito da Google e che rappresenta la possibilità degli utenti di non seguire nessun link. Di norma assume il valore di 0,85, ma può essere modificato da Google nei singoli casi.

Dalla formula si nota quindi che all’aumentare del numero di link complessivi dei siti che puntano ad u, il PageRank aumenta, ma dipende anche dal PageRank delle singole pagine che linkano u e dal numero di link in uscita da quelle pagine.

Semplificando ulteriormente, possiamo dire che più alto è il valore di PageRank delle pagine che ci linkano e la quantità di pagine che ci linkano, più alto sarà di conseguenza il nostro PageRank. Un alto PageRank, sebbene meno importante rispetto al passato, è ancora un fattore che Google tiene in considerazione per posizionare le pagine nella sua classifica.

Oltre a considerare quantità e qualità dei link ricevuti, ci sono altri fattori legati ai link che incidono sul posizionamento organico. Oltre ad essere un “voto” di qualità, il link è infatti – per i motori di ricerca – anche una informazione tematica.Google seo Tenendo a mente questo, sono due i fattori che determinano il valore di ciascun link che punta al nostro sito: il tema della pagina di provenienza e l’anchor text del link. Perché un link in entrata (verso il nostro sito) abbia un effettivo valore per noi, dovrà provenire da una pagina che tratta lo stesso tema (o il più attinente possibile) trattato nella nostra pagina.

Per lo stesso motivo, l’anchor text, che è la parola o le parole che formano il link (quindi quelle cliccabili) dovrà essere pertinente col tema che stiamo trattando. Per esempio, se il nostro obiettivo è posizionarci con la parola chiave “posizionamento su Google“, il massimo del valore per noi è di ricevere link con l’anchor text contenente le parole “posizionamento su Google“, ossia la nostra keyword di riferimento. In questo modo, il motore di ricerca considererà la nostra pagina pertinente con quella query.

L’attività “off-page” consiste quindi per lo più nella gestione della link pupularity (popolarità da link), ed è una parte molto importante del processo. Questa parte è spesso più lunga e difficoltosa di quella “on-page”, poiché non abbiamo il controllo diretto sui siti degli altri. Per gestire la link popularity occorre, come abbiamo detto, ottenere link verso il proprio sito da altri siti pertinenti e rilevanti rispetto alla tematica trattata dal sito, ma come fare?

La gestione della link popularity viene costruita attraverso azioni più o meno conformi alle linee guida di Google (vedi paragrafo successivo “Black Hat e White Hat SEO“) ed è oggetto di numerosi dibattiti.

Link earning vs link building – Google seo

Poiché i link sono segnali di interesse, risulta evidente che ottenere dei link è una naturale conseguenza dell’avere contenuti di qualità sul proprio sito. Ma d’altro canto, l’acquisizione di link inseriti spontaneamente potrebbe risultare un processo lento.

Per questo motivo, molti SEO hanno negli anni ideato diverse tattiche per ottenere link da altri siti in maniera non spontanea. L’issieme di queste tattiche prende il nome di link building (costruzione di link).

Queste tecniche, soprattutto in alcuni settori molto competitivi, sono state utilizzate in maniera eccessiva, Google seo arrivando ad essere fenomeni di spam. C’è stato un tempo in cui pratiche come scambio link, link spam su blog e forum, iscrizione compulsiva a directory (liste di link) di dubbia qualità erano pratiche all’ordine del giorno, e funzionavano molto bene per la SEO.

Per arginare questi fenomeni manipolatori, Google aggiorna costantemente i suoi algoritmi di ranking, introducendo nuovi e sempre più sofisticati sistemi per individuare link non naturali – il più famoso dei quali è l’algoritmo chiamato Penguin – o altre tecniche di spam, e prendere provvedimenti di conseguenza, ovvero penalizzare i siti che fanno uso di queste pratiche nelle sue classifiche.

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